Barbara Contini è una leader, anche se ipovedente: l’atleta ha conquistato il record del mondo di tiro con l’arco. E ora punta a Tokyo 2020

Una donna vincente, anche se non vedente. Barbara Contini spazia dalla cultura allo sport e centra sempre il bersaglio. Letteralmente: Barbara, già campionessa di tiro con l’arco, ha conquistato il record del mondo.

Chi è Barbara Contini

Laureata in lettere, lombarda, nel 2001 ha creato per l’editore Marcovalerio, che ha sede nella piana pinerolese a Cercenasco, la collana Liberi corpo 18, edizioni a grandi lettere per lettori ipovedenti, dando vita al più grande progetto europeo di accessibilità per la lettura, ancora vivo oggi. Ma Barbara è anche una sportiva d’eccezione.

Questa volta centra il bersaglio più prestigioso e lo impreziosisce con un record del mondo. Dopo la medaglia d’oro conquistata nel febbraio del 2017 nei campionati italiani di tiro con l’arco per non vedenti, l’atleta nata a Robecco sul Naviglio si è ripetuta anche quest’anno nella massima competizione nazionale tenuta a Palermo.

Ha conquistato l’oro nella categoria «Visually Impaired 1» e l’argento negli scontri diretti assoluti dove è stata sconfitta solo da Matteo Panariello, degli Arcieri Livornesi.

La donna dei record

Con la medaglia d’oro, però, è arrivato anche un risultato di grande prestigio: il record del mondo di tiro con l’arco per non vedenti in «indoor » sui 18 metri. Al termine della gara Barbara ha messo a segno 391 punti, superando di oltre trenta punti il record precedente. Il risultato è ancora da formalizzare alla World Archery di Losanna ma è solo questione di tempo.

«Per me non è stato un risultato inaspettato – ha sottolineato Barbara. – Il mio record personale è di 393 punti e sono sempre intorno a quella cifra. Ma solo i risultati di alcune gare possono essere convalidati ai fini del record mondiale. Per quanto mi riguarda posso fare anche meglio».

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Una gara difficile

Eppure la giornata non era cominciata al meglio per la campionessa: «Dopo le prime due volée sono andata in palla e mi sono ritrovata ultima. Poi Paolo Franzini, il mio allenatore, mi ha dato la sveglia e ho cominciato a recuperare più o meno una posizione ogni due tiri.

Alla decima volée avevo già raggiunto la seconda posizione. Quando sono arrivata in testa alla classifica, invece, l’ho mantenuta fino alla fine. Mentre nella gara a scontro diretto ho sbagliato alcuni tiri e l’ho pagata».

«La mia prossima sfida? – racconta ridendo – la campagna elettorale, visto che sarò candidata al Pirellone con la Lega Nord. Ma se parliamo di tiro con l’arco a fine maggio avrò un campionato all’aperto con i bersagli a 30 metri, si tratta di una competizione un po’ più difficile rispetto a quella disputata a Palermo».

Come funziona la gara per ipovedenti

Barbara è affetta fin dalla nascita da una grave forma di retinite pigmentosa. Per questi atleti fondamentale è la collaborazione dello «spotter », l’accompagnatore che fissa al terreno il mirino tattile. Si tratta di una struttura in metallo che serve per tarare l’arco sul bersaglio durante i tiri di prova.

In gara, invece, lo spotter si preoccupa solamente di comunicare all’atleta il risultato del tiro. In ogni caso sembra incredibile che una persona non vedente possa centrare un bersaglio a decine di metri di distanza.

Ma l’atleta robecchese ha spiegato che la fortuna non c’entra in questa specialità. Piuttosto contano la tecnica e la preparazione fatta in allenamento. Senza dimenticare una buona dose di talento. «Il segreto è lo stesso del tiro con l’arco per gli atleti vedenti: la perfezione del gesto che viene da come sono stati allenati i muscoli ». All’orizzonte ci sono ancora tante sfide ma come per tutti gli atleti il sogno è uno, e si chiama Tokyo 2020. Per allora soffierà il vento delle Olimpiadi.

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FRANCESCO PELLEGATTA