Da Macugnaga si possono raggiungere due mete panoramiche: san Pietro e Madonna della Neve. Ecco l’itinerario delle strade ferrate

POCO LONTANO dall’arrivo delle funivie che in due tronconi conducono al passo del Monte Moro sopra Macugnaga, è stata inaugurata da pochissimo tempo la “Ferrata delle Guide”. Raggiunge la Punta San Pietro (2905 m), con stupenda vista sulla parete est del Monte Rosa e sulle montagne limitrofe.

Dalla cima si gode un panorama mozzafiato e la cresta è abbastanza agibile. Oltre alle corde che la rendono più sicura, è larga 2 metri circa, a parte due punti stretti e “a diretto contatto con il vuoto”.

Dopo aver compiuto la breve ma stupenda ferrata si consiglia un giro ad anello che conduce alla piccola elevazione della Madonna della Neve (2900 m circa). Sulla sinistra si erge il Monte Moro (2984 m) raggiungibile in 20 minuti per una cresta aerea e di rocce friabili.

Ferrate con vista: Punta san Pietro e Madonna della Neve

FERRATA DELLE GUIDE ALLA PUNTA SAN PIETRO (2905 M)

Accesso stradale: Dall’autostrada per Milano (A4) deviazione di Gravellona Toce. Percorrere tutta la superstrada che conduce al Colle del Sempione, prendendo l’uscita verso Piedimulera/ Vogogna/Pallanzeno sino alla località Gozzi Sotto, Castiglione e Strada Statale 549/ SS549 fino a Macugnaga. Parcheggiare davanti al piazzale delle funivie del Monte Moro.

Avvicinamento a piedi: Dall’arrivo della seconda funivia (2786 m) poco sotto il passo del Monte Moro, raggiungere la sciovia invernale San Pietro e percorrere tutta la pista fino al suo arrivo (20 minuti dalla partenza a piedi). Sulla sinistra si eleva lo Joderhorn (3034 m).

Per raggiungere l’attacco della via ferrata a destra (verso di salita) scendere per delle tracce sulla roccia, contrassegnate da strisce bianche e rosse che aggirano sulla sinistra la Punta San Pietro, scendendo per mobili detriti e massi accatastati sino alla base del gendarme iniziale, molto ben contrassegnato dal cartello d’inizio della “via ferrata”. 20 minuti dal colletto, 40 minuti circa dalla partenza a piedi (arrivo funivia).

L’itinerario

Dal pannello iniziale percorrere circa 60 m su un verticale spigolo che sul finire aggira a destra una placca per raggiungere poi la cima dello spallone. Scavalcare (passo esposto) la fune per portarsi sull’anticima che scende poi verso valle di circa 5 m (fune e scalini) sino ad un caratteristico “pont de singe” composto da due funi per le mani in linea retta e un appoggio per i piedi.

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Superato il ponte sospeso ci si trova al passo più duro di tutto il percorso consistente in una placca strapiombante alta circa 6 m posta sullo spigolo della montagna. Si supera grazie all’ausilio del cavo ben frazionato e degli ottimi scalini (è consigliabile assicurare con uno spezzone di corda i più inesperti).

Usciti dal critico passaggio ci si trova su un’area cengia

Ci obbliga ad aggirare a destra uno spuntone per pervenire in leggero traverso ad un secondo passaggio strapiombante, ma alto solo 2 metri e non ostico come il precedente. Superato anche questo, la cresta si ammorbidisce un po’ perdendo verticalità ma mantenendosi interessante e aerea sino al suo apice.

Il cavo transita a un metro dalla vetta vera e propria. Per i più agguerriti vettaioli il punto culminante sporgente nel vuoto è facilmente raggiungibile scavalcando il cavo e facendosi assicurare da un elemento della squadra. Da qui il cavo ci accompagna lungo la cresta di discesa che prima dell’avvento della “ferrata” era sicuramente la via normale di salita alla cima. Il percorso è facile e gli scalini col cavo aiutano a scendere alcuni risalti rocciosi, mai verticali, che riportano al colletto di partenza.

Altre informazioni

Difficoltà: AD con un passo D+

Ore: Dalla base ore 1.30 per percorrere tutta la “via ferrata”. Aggiungere a questo tempo 40 minuti di accesso.

Discesa: Il ritorno può avvenire per lo stesso itinerario scendendo lungo la sciovia per il percorso dell’andata sino all’arrivo della funivia (25 minuti). Oppure si può percorrere l’interessante digressione ad anello che raggiunge la Madonna delle Nevi.

MADONNA DELLA NEVE (2900 M)

Itinerario

Dall’arrivo della sciovia attraversare in piano verso la base dello Joderhorn, scendendo sull’ampio nevaio che porta in direzione di alcuni ometti in pietra disseminati lungo il percorso. Si raggiunge così la pianeggiante cresta che va a congiungersi col sentiero che sale al Passo del Monte Moro dal versante opposto.

Per superare il torrione finale composto da diverse rocce sovrapposte, sono state poste delle catene e dei gradini in ferro molto ampi. Permettono di superare senza alcuna attrezzatura aggiuntiva (kit da ferrata) i restanti passaggi che conducono sulla cima della Madonnina. Ore 0,45 dall’arrivo della sciovia (colletto).

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Discesa

Dalla cima posta pochi metri sopra il passo del Monte Moro si scende per il sentiero che dall’arrivo delle funivie adduce direttamente al valico. Si passa per un sentiero attrezzato con cavo e scalini composti in questo lato da tronchi in legno che conducono in circa 20 minuti al punto di partenza.

Altre informazioni

Tempo complessivo per l’intero percorso: Ferrata delle Guide e Madonnina della Neve con le dovute soste che merita l’incomparabile panorama, calcolare con calma e con un gruppetto di persone 4 ore in tutto.

Difficoltà: EE (senza la via ferrata)

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