“Quando eravamo femmine” è l’ultimo libro di Costanza Miriano: parla dell’essere donne, della vita e dell’amore di Dio

COME SEMPRE ORIGINALE. E controcorrente. È “Quando eravamo femmine”, l’ultimo libro di Costanza Miriano. Una lettura piacevole e al contempo ricca di spunti. Ce ne parla l’autrice.

Una difficoltà in più

«Ho avuto una grossa difficoltà nello scrivere “Quando eravamo femmine” – spiega l’autrice stessa nel suo blog. – Cioè una in più oltre a quelle solite – la casa gelata di notte, i colpi di sonno tra l’una e le due, la fame atavica verso le tre, la difficoltà nell’approvvigionamento notturno di beni atti a fornire le condizioni minime alla scrittura.

La difficoltà aggiuntiva di questo libro è stata questa: avrei voluto raccontare tutta la sorellanza che ho scoperto da quando le persone che conosco e incontro sono aumentate di circa mille volte rispetto ai tempi in cui avevo un numero di amici normali. I tempi in cui nella mia rubrica i nomi erano salvati come Elisabetta, Luca, Giovanni e non Crisitinagenovamammadicinque o Ericareliquiamilano o Federicachiesanuova».

E tra le peregrinazioni in giro per l’Italia Miriana non dimentica Pinerolo (intervenne al Teatro incontro nel settembre 2014 su invito dell’Ufficio Famiglia). Dimentica però la collocazione geografica della nostra città: «Avrei voluto raccontare parte della bellezza conosciuta praticamente in tutta Italia, da Catania a Rovereto (o Pinerolo? È più a nord?).

Ma era troppa, troppa roba, e troppo pochi i neuroni rimasti liberi dopo le giornate trascorse a lavorare, a star dietro ai figli, a fare tutte le cose che noi mamme sappiamo bene e che tutte facciamo, mettendoci insieme però anche un’esagerazione di mail, messaggi, telefonate».

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Ma di che cosa parla il libro? Di donne

Dell’essere donna oggi. «Ogni donna – prosegue la Miriano – ha bisogno di uno sguardo che la definisca: qualcuno che le dica che è bella. Ma quello che definisce ogni donna non è la risposta alla domanda “quanto sono bella, io?”. È piuttosto la nostra scelta: chi vogliamo che risponda a quella domanda? […] A chi voglio piacere io?

Quello che ho sperimentato è che quando la mia risposta è “a Dio”, quando chiedo al Signore di restituirmi lo sguardo di amore che desidero sono più piena, più felice, dipendo di meno dagli altri e riesco ad amarli in modo più libero. Non come chi si aggrappa, ma come chi si apre generosamente, perché sa che la sua pienezza non è messa in crisi da niente».

Un libro sincero, quello di Miriana, che confessa: «Siamo complicate, ogni tanto la nostra complicazione prende il comando. Talora sbarelliamo, è vero, sono pronta ad ammetterlo serenamente».

Siamo donne, diamo la vita

Un libro che prende di petto alcune questioni calde. «In questo libro provo anche a ragionare con le mie bambine su parecchie bugie che ci hanno detto sulla liberazione sessuale, sul lavoro, sull’accoglienza alla vita… È il tempo di tornare regine, di riprendere il nostro ruolo altissimo: noi siamo quelle che danno la vita, biologica e non.

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Noi siamo quelle che aiutano la vita quando è più debole. Noi siamo quelle che stabiliscono che timbro ha la vita di un’epoca, di un paese intero. Questo è il meglio della nostra vocazione, e da un certo punto della nostra storia abbiamo avuto un po’ troppa fretta di dimenticarcene».