Andare per funghi spesso vuol dire fare un’escursione solitaria nei boschi. Ecco alcuni consigli per una raccolta… in tutta sicurezza

LA RACCOLTA DEI FUNGHI è una passione meravigliosa che avvicina le persone all’ambiente naturale. Non disdegnando altri aspetti, quelli culinari, ad esempio, altrettanto gratificanti. Parlare di funghi significa parlare di bosco, spesso di montagna e di terreno difficoltoso.

Alcuni boschi assumono poi i requisiti propri dell’ambiente ostile. Un bosco impervio può sottoporre il cercatore a notevoli ostacoli di marcia considerando che, di regola, vengono abbandonati i sentieri più comodi per addentrarsi verso zone meno battute e più propizie alla raccolta.

Gli interventi di soccorso

Il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico; risorsa tecnica del Sistema Sanitario di Urgenza ed Emergenza 118) registra ogni anno diverse centinaia di interventi a favore di “fungiatt” in difficoltà. Qualche decina risultano le vittime sull’intero territorio nazionale.

Spesso, gli interventi di ricerca e soccorso si dimostrano particolarmente difficili a partire dall’individuazione precisa della zona dove il cercatore è disperso. La scivolata va considerata come il pericolo maggiore; non di rado vengono soccorse persone colte da malore, presumibilmente generato da eccessivo affaticamento.

Qualche consiglio per la vostra sicurezza

I consigli che si possono dare sono pochi, a volte banali ma comunque importanti.

  1. Evita l’uso di stivali di gomma, anche su terreni apparentemente poco impegnativi. Scegli un buon paio di scarponi da montagna.
  2. Spesso i cercatori di funghi si muovono da soli per mantenere segreti i luoghi di raccolta. Va ricordato però che, in mancanza di compagni, un piccolo incidente può determinare situazioni difficili da controllare. Ad esempio, una banale frattura può irreparabilmente obbligare all’immobilità ed alla conseguente impossibilità di chiamare soccorso.
  3. Utile può essere il cellulare anche se sono ancora frequenti le aree “in ombra” senza campo.
  4. Buona regola da non trascurare consiste nel comunicare a familiari o conoscenti il luogo ed il percorso che s’intende seguire, non variarlo, ed avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così, in caso di mancato rientro dovuto ad infortunio o altro, ci sarà qualcuno che potrà dare l’allarme, attraverso il numero unico 112 (o 118), per attivare la ricerca del disperso.
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E se mai ci si smarrisse?

Si può perdere il sentiero ma non bisogna mai perdere la testa facendosi prendere dal panico: meglio tornare sui propri passi. In caso di necessità un piccolo zaino ben organizzato sarà utile per far fronte a qualche imprevisto.

Un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile ed antivento, un telo termico (foglio leggero di materiale plastico alluminizzato), una pila frontale, cibo e soprattutto bevande di ristoro.

Con poco peso sulle spalle si è in grado di risolvere molti problemi. Così, con un po’ di consapevolezza, la raccolta dei funghi potrà essere semplicemente una ludica (e gustosa) esperienza libera da rischi eccessivi.

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