In bassa Val di Susa, un’escursione alla scoperta dell’anfiteatro morenico tra Rivoli e Avignana. Ecco il percorso e la storia dei luoghi

Anfiteatro morenico in Val di Susa: un'opera modellata dal ghiaccioL’associazione “Scuola per Via” dal 2010 a fa conoscere il territorio della collina morenica di Rivoli-Avigliana attraverso l’osservazione sistemica dell’ambiente. Ha quindi condotto una passeggiata al Truc Monsagnasco di Rivalta di Torino. Il titolo dell’iniziativa – Il respiro del ghiaccio – alludeva alle pulsazioni glaciali. Quelle che, tra i 750mila e i 12mila anni fa, hanno modellato la Valle di Susa e depositato materiale eterogeneo al suo sbocco. Creando il cosiddetto anfiteatro morenico tra il castello di Rivoli, Monte Cuneo di Avigliana, la Dora Riparia e il torrente Sangone.

In un alternarsi di fasi di avanzamento e arretramento, il ghiacciaio ha prelevato, trasportato, deposto e poi eroso. Stravolgendo, a ogni passaggio, il territorio.

L’escursione

In compagnia di un accompagnatore naturalistico, nel corso di una passeggiata mattutina ad anello di circa tre ore, i camminatori hanno percorso la panoramica strada sterrata che collega la cappella di San Sebastiano di Rivalta a borgata Roncaglia di Villarbasse, con vista sul cordone morenico di più recente formazione (la Cresta grande di Rivoli).

Poi hanno imboccato uno dei sentieri che conducono ai 414 metri del Truc Monsagnasco. È la testimonianza in collina fra le più antiche dell’attività glaciale. Dalla cresta, il gruppo è sceso nell’amena valletta del rio Garosso. Poi ha riguadagnato la strada Rivalta-Villarbasse con breve salita finale.

In questo percorso il paesaggio respira col camminatore

Il chiarore festoso dei prati a margherite di Pian del lupo cede il passo al buio raccolto del bosco. E poi alle strutture squadrate di forno, pozzo e piccola scuola di borgata Roncaglia (restaurate nel 2003). Si prosegue con l’irregolare spigolosità del masso Pera crusà, trasportato e graffiato dal ghiaccio.

Segue quindi la stretta trincea protetta dai ceppi di castagni secolari che scende dal Truc. Poi i prati intorno alla storica cascina Pittara, incoronati dalle bianche fioriture di sambuchi e sanguinelli.

Tra gli accompagnatori, Lodovico Marchisio (accompagnatore del CAI, scrittore e socio accademico del GISM) e Gilbert Pilloud (responsabile del Museo della “Pyramide” al Colle del Moncenisio). Tutti i partecipanti hanno apprezzato la varietà di ambienti incontrati. Nel silenzio stupefacente del bosco e su un tappeto di fiori di robinia posato ai nostri piedi dal vento.

ILARIA SALOTTI