In un libro, Oliviero Alotto e Roberto Cavallo raccontano la loro corsa a tappe da Aosta Ventimiglia. Vi hanno partecipato anche attori, tutti impegnati per pulire la Terra

La montagna e il mare, due estremi dello stesso elemento: la Terra. Questo pianeta sempre più sporcato dall’uomo, che lo usa come se fosse un vuoto a perdere. Senza accorgersi di rovinare irrimediabilmente il più grande dono ricevuto da Dio, dopo la vita. Per realizzare qualche cosa di concreto, per ricordare che il 70% dei rifiuti marini arrivano dall’entroterra, due ambientalisti, due atleti hanno deciso di percorrerlo da Aosta a Ventimiglia. Otto tappe decisamente impegnative, tra due sabati di maggio. Quasi quattrocento chilometri, per un dislivello complessivo che sfiora i ventimila metri.

Da Aosta a Ventimiglia, in un libro la corsa per pulire la TerraAttenzione, però: non la solita prova di forza da supereroi dello sport-spettacolo, per esaltare le capacità fisiche di pochi eletti.

Ma una corsa che, come si diceva un tempo, ha coinvolto dal basso la gente.

Collegandosi all’European Clean Up Day, Oliviero Alotto e Roberto Cavallo (il secondo anche autore del libro “Keep Clean and Run”, Fusta Editore, 14 euro) si sono inventati un’iniziativa che accanto, anzi, al di sopra dell’evento sportivo non agonistico, ha posto una serie di iniziative di pulizia dell’ambiente lungo il percorso e nei luoghi di tappa.

Insomma, si corre, ma con l’occhio puntato per scoprire i rifiuti

Lo scrive l’autore.

Purtroppo dove la ciclabile sfiora letteralmente l’autostrada, protetta dalle reti di confine, i segni dell’uomo sono visibili. La base della rete metallica, un po’ come una rete da pesca, è piena di cadaveri. Non sono pesci pronti da cucinare, ma imballaggi di ogni tipo. Ci chiediamo come possa una persona acquistare una bevanda o uno yogurt o un pacco di biscotti, consumarli in auto e poi gettare fuori dal finestrino la confezione. Ma purtroppo è così. In 5 chilometri lo zaino che porto sulle spalle si riempie di rifiuti.

I protagonisti non corrono da soli, ma hanno dei compagni di eccezione. Sono attori, musicisti, intellettuali, sportivi, personaggi famosi e anche amministratori pubblici. Come il presidente della Regione Valle d’Aosta che li accompagna per venti chilometri. La fatica comune rende il dialogo diretto, senza inutili formalità, speriamo anche concreto.

E proprio per rassicurarci su questo fronte abbiamo voluto porre ad Oliviero Alotto la fatidica domanda.

Correre per tanti chilometri su e giù per le montagne educa la gente e converte i politici o è solo spettacolo?

«Credo che oggi – ci ha risposto – l’educazione possa passare anche da gesti un po’ spettacolari. Esiste un’attività educativa fatta anche di gesti concreti, come correre quattrocento chilometri. Questo fa parlare del tema. Se avessimo solo organizzato un convegno, avremmo raggiunto meno gente e non sarebbe stato attraente per molti.

Attività dimostrative possono educare sicuramente i giovani ed obbligano i politici a prendere in considerazione la tua esistenza, non sempre sposta la loro azione».

Ne siamo convinti anche noi.

LUCA RETEUNA