Si fa presto a dire “terza età”. In realtà esistono molti fattori che incidono sull’invecchiamento, insieme a diversi criteri scientifici per la classificazione delle fasi della vita

 criteri scientifici per una classificazione delle età

“NON HO L’ETÀ”, cantava a Sanremo nel 1964 una giovanissima Gigliola Cinquetti. Già, ma quale? Suddividere in modo scientifico il tempo della vita umana è tutt’altro che facile. Anche se esistono studi approfonditi e parametri di riferimento ormai condivisi per la classificazione.

Oggi le età di un individuo si dividono in prima età adulta (22-39 anni); seconda adulta (40-59 anni), terza età (60-75 anni); quarta (75- 90 anni) e quinta età (oltre 90 anni).

Non sono confini così netti

Se, infatti, i 65 anni sono spesso adottati come arbitrario punto di partenza per definire la popolazione anziana, occorre tenere presente che l’età funzionale è di gran lunga più importante. Quella cronologica può comunque rappresentare un’utile cornice di riferimento.

A livello medico i 70 anni possono essere considerati come il limite inferiore di senescenza. L’incidenza di cambiamenti legati all’invecchiamento comincia ad aumentare bruscamente proprio tra i 70 e i 75 anni.

Gli 85 anni possono essere considerati come un confine superiore oltre il quale vi è rischio di fragilità clinica. Infatti la maggioranza degli individui presenta qualche forma di disfunzione organica. Invece la demenza incide in oltre il 50% degli ultra-ottantacinquenni.

In campo geriatrico si considerano diverse tipologie di età dove quella anagrafica ha un valore più che altro burocratico.

Proviamo a vedere nel dettaglio la classificazione.

L’età cronologica e quella biologica

È la più semplice da individuare ed ha un utile riferimento statistico. C’è poi l’età biologica o “cellulare”, espressa dalla qualità e dalla funzionalità di tutti i tessuti e degli organi dell’individuo. Quella biologica, espressa in base ad alcuni parametri fisiologici (come la capacità vitale, il volume corrente, la massima ventilazione volontaria, la pressione sanguigna, la dimensione del cuore, ecc.), può risultare spesso diversa da quella cronologica.

Psicologica

Per età psicologica si intende poi la capacità di adattamento alle esperienze di vita personali. In altre parole è la percezione che abbiamo della nostra immagine in rapporto all’ambiente circostante.

Fisica e funzionale

C’è poi un’età fisica determinata dalle condizioni motorie che possono andare verso una progressiva limitazione: perdita di tono ed elasticità muscolare, alterazione della postura del corpo, minore resistenza agli sforzi.

Più in generale si parla poi di età funzionale che corrisponde alla somma delle capacità organiche, psichiche e fisiche dell’individuo.

Invecchiare bene o male, più o meno rapidamente, dipende anche dagli stili di vita. L’invecchiamento, infatti, è una caratteristica biologica che, sebbene geneticamente programmata, risente di alcuno fattori. Ad esempio precedenti attività lavorative, malattie intercorrenti, alimentazione, cattive abitudini, grado di attività fisica.

GRAZIELLA ROSSI