Dalla baia di Portofino, un itinerario per un’escursione tardo autunnale. Passeremo per la Via dei Tubi per arrivare alla Guglia del Paradiso

Se volete assaporare un po’ di pura adrenalina godendo appieno un luogo ove il calore di una bizzarra estate ancora prevale e dove i corbezzoli sono ancora rosseggianti in autunno, la magica baia di Portofino vi aspetta al varco con un condensato di emozioni. Le mete sono la Via dei tubi e la Guglia del Paradiso.

Attorno il mare e lucenti scogliere emanano profumi di un’inesauribile primavera e completano il magico quadro d’autore, plasmando un trionfo di colori.

Inizio dell’escursione

Dall’ingresso del Parco della Tesoriera a Torino ci si può dirigere con le auto al parcheggio antistante il piccolo abitato di San Rocco. È ubicato nella zona collinare di Camogli, a sud della cittadina del Golfo Paradiso, a occidente del magico promontorio del monte di Portofino.

Diversi sentieri si snodano da quest’angolo di paradiso per inoltrarsi nel gigantesco blocco di puddinga del Promontorio. Esso costituisce l’area protetta costiera più a nord del Mediterraneo occidentale, tra freschi boschi appenninici e calda macchia mediterranea. Uno dei paesaggi tra i più celebri al mondo dai fondali che conservano ancora intatta l’intera gamma delle biocenosi marine dell’alto Tirreno.

Escursione alla baia di Portofino: Via dei Tubi e Guglia del Paradiso

Verso San Fruttuoso

Un luogo unico, dove l’opera dell’uomo ha trovato la perfetta fusione con l’opera della natura. Lo si può raggiungere solo a piedi, in battello o in elicottero in caso di pericolo per i pochi residenti rimasti e i molti turisti invece che lo visitano.

La meta più inusuale per raggiungere questo luogo d’altri tempi è sicuramente il nostro itinerario, molto “particolare” e riservato ad escursionisti esperti. È percorribile solo se accompagnati da una guida del Parco (o come nel nostro caso, membri CAI) con accompagnatori titolati del CAI e richiesta di previo permesso.

Il percorso, conosciuto dagli escursionisti come “La Via dei Tubi”, segue l’antico acquedotto costruito agli inizi del Novecento per portare a Camogli l’acqua della sorgente Caselle, situata nel vallone che scende a San Fruttuoso. Oggi la parte in quota dell’acquedotto è mantenuta a fini antincendio. Mentre il tratto più utilizzato porta ancora oggi l’acqua da Caselle a San Fruttuoso.

Il percorso

Il percorso, che si sviluppa seguendo le antiche condutture, taglia per cinque chilometri il versante più ripido del Promontorio, attraversando tre gallerie. Per questo è indispensabile l’uso di una torcia elettrica. I tratti più esposti sono attrezzati e messi in sicurezza con scale e catene.

Per i più assetati di cime è possibile evitare la prima galleria dirigendosi su quella che in molti definiscono “La guglia del Paradiso”. È un monolito ben visibile dalle “Krieg marine”. Sono le batterie – bunker di difesa costiera ai tempi della guerra. Situate a picco su Punta Chiappa, oggi hanno un impatto ambientale davvero minimo, per la loro forma a bunker, che ben si cela con la macchia mediterranea da cui sono circondate.

Anche il sentiero che si stacca verso la via dei Tubi è ben velato e non segnato. Del resto è un percorso non aperto agli escursionisti. Questi possono invece raggiungere San Fruttuoso (senza salire sul Monte di Portofino), per l’impegnativo sentiero che lambisce la “Cala dell’oro” altro punto di rara magia.

Fine escursione con gusto

Al termine della giornata il consiglio è quello di assaporare presso le numerose “focaccerie” le delizie locali. Godendo possibilmente, prima di far ritorno a casa di uno dei tanti tramonti da sogno sul mare che chiudono il sipario incantato di un’indimenticabile giornata.

LODOVICO MARCHISIO