Un itinerario mozzafiato tra mare e montagna: è quello che conduce nei sentieri dell’Esterel, in Costa Azzurra. Ecco alcuni suggerimenti per un’escursione in Paradiso

L’esterel: in Costa Azzurra un'escursione in montagna, vista mareL’Esterel (riserva naturale) è situata in Costa Azzurra, nel sud della Francia. Si trova in quegli 80 chilometri di strada costiera che collegano Cannes con Saint Tropez, e più precisamente nel tratto che va da Theoule sur Mer a Saint Raphael. Questo massiccio offre panorami fantastici sulle guglie e falesie di porfido, di cui è composto, con isolotti e rocce rosse che emergono dall’acqua e che al tramonto incendiano il mare di un carminio intenso.

Colori infiniti e vista mare

Questo luogo incantevole vanta una straordinaria gamma di colori: dal turchese del mare al rosso delle rocce. Questa colorazione in geologia, è spiegata dall’orogenesi accompagnata e seguita da un’intensa attività vulcanica e metamorfica che alla fine del paleozoico, circa 250 milioni di anni fa sviluppò l’emissione di basalti e di rioliti. Alcune rocce della stessa colorazione e formazione geologica dell’Esterel si trovano anche in Corsica.

Questo massiccio che sporge sul mare, al suo interno è ricco di laghetti, torrenti, piccole grotte di origine carsica e monoliti che rendono il paesaggio ancora più accattivante. Con una straordinaria gamma di colori cui si uniscono il verde della macchia mediterranea e quella dei pini marittimi.

Itinerario

Se avete più giorni a disposizione, potete esplorarne l’interno dopo aver percorso una strada (la D6007) che porta al monte Vinaigre (614 m). Bastano 15 minuti da percorrere a piedi per raggiungere la sommità e avere una visione d’insieme. Questo è, infatti, il punto più alto della zona e offre uno splendido panorama.

Altra meta che invece parte dal mare è il Pic du Cap Roux (453 m), raggiungibile dalla Pointe de l’Observatoire sulla Corniche de L’Esterel. Da qui s’imbocca la strada asfaltata e rosseggiante, sbarrata e a uso dei Vigili del Fuoco per gli incendi, che si percorre agevolmente sino a una sella a ovest dell’imponente Rocher de St-Barthélemy (203 m), che merita un discorso a parte. Davanti a questa stupenda guglia nasce il sentiero che sale a destra e porta al Col du St-Pilon (283 m).

Panorami mozzafiato

Pochi metri prima del colle bisogna imboccare il sentiero a destra, invertendo il senso di marcia, che con un percorso dal panorama mozzafiato, porta passando tra sughereti e svettanti rossi pinnacoli rocciosi al Col du Cap Roux (404 m).

Si raggiunge infine il Pic du Cap Roux a destra dopo due ore dalla partenza. Ed arriviamo alla chicca più rara, se si ha poco tempo a disposizione, anche se il massiccio dell’Esterel meriterebbe più di “una toccata e fuga”.

Il punto più bello: il monolito Rocher de St-Barthélemy

In un’ora scarsa dal parcheggio della Pointe de l’Observatoire per la strada forestale, si raggiunge in breve la base del Rocher de St-Barthélemy, accattivante monolito che sporge sul mare. Dalla base alla vetta vi sono poco più di 50 m di dislivello. Ma proprio per questo motivo la meta in esame attira frotte di turisti, anche non preparati alla brevissima ascesa.

Infatti il tratto centrale che dà accesso alla vetta, seppur facilitato da gradini intagliati nella pietra, è molto pericoloso per l’esposizione ed è privo di protezione. Anni fa esisteva un corrimano poi rimosso, del quale resta ancora traccia per i chiodi divelti e i fori visibili nella roccia. Sarebbe auspicabile che l’amministrazione locale provvedesse a riproteggere adeguatamente il tratto in esame. O almeno a segnalare con apposito cartello alla base la potenziale pericolosità dell’ascesa alla vetta.

Va da sé che questa breve ed emozionante salita non è che il primo approccio per conoscere l’Esterel. Pertanto si consiglia di dedicare più tempo al massiccio con un’accurata scelta delle mete che esso offre a più ampio raggio.

LODOVICO MARCHISIO

MAURO CARLESSO