Ad Avigliana, nel Torinese, inaugurata una nuova ferrata diretta all’Abbazia della Sacra di San Michele. Inaugurazione in pompa magna per il ponte tibetano

È LUNGO CIRCA 80 metri il nuovo ponte tibetano della ferrata alla Sacra di San Michele. E ha già riunito, in occasione della sua inaugurazione, una moltitudine di gente, personalità politiche comprese, domenica 22 maggio nel piazzale antistante il punto di partenza.

Una nuova via ferrata verso l'Abbazia della Sacra di San MicheleIl progetto della ferrata

Il progetto si deve soprattutto alla giunta di Avigliana. Questa ha fatto partire, contestualmente alle opere di manutenzione, una progettazione esecutiva per la ricostruzione del corridoio verde, per il passaggio dei camosci e la tutela delle orchidee selvatiche.

Infatti la realizzazione del ponte tibetano riduce di gran lunga l’impatto ambientale del passaggio dell’essere umano lungo il percorso “ferrato”.

Un’escursione nel verde

Di fronte la partenza, in bella mostra, significativi pannelli con foto che raccontano tutti gli episodi più salienti che hanno dato vita alla nascita e allo sviluppo di questa ferrata intestata all’alpinista locale Carlo Giorda. Chi desidera intraprendere questo affascinante percorso, si troverà immerso in una natura lussureggiante, tra storia e spiritualità.

Nel parcheggio si è svolta l’inaugurazione con la benedizione del percorso da parte del parroco di Sant’Ambrogio Don Romeo Zuppa. Al suo seguito la banda musicale “La Filarmonica di Sant’Ambrogio”, che tra le altre esibizioni ha intonato l’inno di Mameli. Il taglio del nastro è avvenuto davanti ad una folla di oltre 300 persone.

Il percorso

Dal parcheggio, in località “Gir dl’Ora” presso la Croce della Bell’Alda, poco fuori l’abitato in direzione di Susa, la via segue la fascia di rocce montonate lisciate dai frequenti passaggi degli escursionisti.

Questa fascia rocciosa segue per la prima parte lo sperone che costeggia l’enorme cava in disuso. Poi, a metà percorso, traversa lungamente a destra. Prende quindi lo sperone più evidente che scende dalla cima.

A poco più di circa 300 m. di dislivello dall’inizio, in località “Pian Cestlet”, si traversa il ponte inaugurato. Come anticipato, questo evita ogni impatto ambiente.

Una fascia rocciosa più ripida ma maggiormente appigliata di quella iniziale conduce ad una seconda via di fuga dopo circa 500 m. di dislivello, all’altezza di “U Saut du Cin”. Da qui si può raggiungere la borgata San Pietro.

Il sentiero

Proseguendo per la sommità della via ferrata, che termina contro il muro dell’Abbazia della Sacra di San Michele, si prosegue a destra. C’è un sentiero attrezzato poco comodo, del quale diversi salitori si sono lamentati. Infatti non potendo entrare nell’Abbazia si deve in alternativa compiere un tratto adibito impropriamente a discarica che con alcuni saliscendi raggiunge il prato antistante la fortezza della Sacra.

Ovviamente per la cura e l’interesse mostrato dalle autorità a questo percorso si vuole assolutamente risolvere quest’unico neo negativo dal punto di vista ambientale, cercando di trovare un accordo con i padri rosminiani.

L’Abbazia

La Sacra, da loro attualmente gestita, è il monumento simbolo del Piemonte. L’Abbazia una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, transito per i pellegrini tra Italia e Francia.

Oltre tutto l’ingresso dalla ferrata al Monastero, previo pagamento di un biglietto d’ingresso e il controllo di un custode, porterebbe un enorme vantaggio tanto al Comune, quanto ai frati.

LODOVICO MARCHISIO