Parla il dottor Giuseppe Saluzzo, ortopedico presso l’ospedale Civile di Pinerolo. Ecco gli incidenti più frequenti sugli sci e cosa fare dopo le cadute

LO SCI è lo sport invernale per eccellenza, un’attività piacevole ma impegnativa sotto il profilo atletico, muscolare e osseo. Migliaia di persone ogni anno sono vittime di incidenti più o meno gravi.

Incidenti e cadute sugli sci, i più frequenti e consigli dell'esperto

Le aree più sollecitate

Durante questa attività sportiva la parte del corpo maggiormente sollecitata è il ginocchio. Questo perché l’attrezzatura trasmette le rotazioni e le vibrazioni direttamente a questa articolazione che è molto complessa, composta da legamenti e menischi, strutture molto fragili che una rotazione di tropo o un movimento azzardato possono danneggiare.

Il menisco, per esempio, si può rompere bloccando il movimento del ginocchio. Così pure il legamento crociato anteriore, per una caduta o per un trauma durante una discesa sciistica, può essere danneggiato.

Molto frequenti sono le cadute per “distrazione”. Per esempio, in coda agli impianti di risalita o al termine della settimana bianca, proprio l’ultimo giorno quando ci si sente più sciolti e comincia a calare l’attenzione.

È fondamentale sempre una buona preparazione sciistica

La muscolatura protegge dai traumi distorsivi. Soprattutto, nelle cadute, impedisce lesioni al menisco o al legamento per quanto riguarda il ginocchio, oppure fratture agli arti superiori. Quando si cade è importante non irrigidire troppo le articolazioni proprio per evitare distorsioni.

In seguito ad una caduta, se si subisce un trauma distorsivo o una contusione, è meglio aspettare il soccorso. E poi raffreddare l’articolazione o l’arto con del ghiaccio e evitare movimenti inconsulti che potrebbero peggiorare la lesione.

A proposito dei traumi e della loro gestione, abbiamo incontrato Giuseppe Saluzzo, medico ortopedico dell’ospedale Civile di Pinerolo.

Nel periodo invernale aumentano le fratture agli arti, specialmente inferiori, a causa dello sci?

Sì. Molti arrivano dalle piste delle Valli e da Sestriere, anche stranieri. È aumentata la presenza di inglesi e russi.

Qual è la frattura più frequente?

Tutta la gamba è soggetta a fratture: piede, caviglie, ginocchio femore… nessuna predomina.

È sempre necessaria la gessatura?

No. Noi preferiamo operare piuttosto che ingessare.

L’ortopedia di Pinerolo è attrezzata per ogni tipo di frattura?

A Pinerolo lavoriamo molto e bene. Operiamo tutti i giorni, anche nel pomeriggio. Disponiamo di due sale operatorie. Molti vengono da Torino e anche dall’estero a farsi operare da noi. Ma questo dato si conosce poco.

Per gli interventi esiste una scelta di tre tipi di chiodi ma, a causa delle ristrettezze finanziarie di questo periodo, possiamo scegliere solo tra due tipologie. Tuttavia otteniamo ugualmente buoni risultati.

Quali sono i tempi di recupero?

Dipende dalla frattura. Utilizzando i chiodi i tempi si sono ridotti ad un mese mentre con le ingessature ne occorrono almeno sei.

A che età un bambino può iniziare a sciare?

Mi sembra una forzature far sciare un bambino di quattro o cinque anni. Sarebbe necessario che le sue strutture ossee e muscolari fossero formate.

Per quanto riguarda gli anziani: è meglio lo sci da discesa o quello di fondo?

Inutile dare consigli agli anziani… tanto fanno quello che vogliono!

CRISTINA MENGHINI