In Valle d’Aosta, la ferrata di Casimiro è la bella eredità del “Reality del Monte Bianco”. Attrezzata e non troppo tecnica, ha solo alcuni passaggi critici. Ecco l’itinerario e come affrontarla

La ferrata di Casimiro, secondo il parere di molti addetti ai lavori, è una delle vie ferrate meglio concepite e concretizzate della Valle d’Aosta. Lo sfondo delle montagne da cui è circondata è eccezionale. Poiché è situata nel settore sud-occidentale della valle, fra la Valsavarenche, la Valgrisenche e la Val di Rhêmes, si snoda ai piedi del massiccio della “Granta Parey (3387 m)”, che domina il paesaggio circostante con il suo caratteristico profilo.

L’itinerario

La nostra “via ferrata” parte da Rhêmes-Notre-Dame (1723 m), una piccola stazione turistica alpina, che ha mantenuto un piano edilizio in sintonia con l’ambiente, senza alterarne l’equilibro naturale. Per questo motivo dagli organizzatori del “Reality del Monte Bianco”, andato in onda sulla RAI circa un anno fa, era stato scelto questo banco di prova per i concorrenti. I “vip” erano chiamati ad affrontare come una delle prove eliminatorie proprio questa parete attrezzata. Ovviamente con l’ausilio delle bravissime guide valdostane che hanno condotto in cima in totale sicurezza tutti i partecipanti coinvolti.

Ecco l'itinerario della ferrata di Casimiro, in Valle d'Aosta

Anche la segnaletica è stata posta in maniera ben visibile. I due ponti tibetani molto elettrizzanti possono essere ambedue evitati transitando a lato con due tratti di sentiero che li circoscrivono.

Punti critici

Un po’ più tecnici i due piccoli strapiombi da superare nella prima parte, ma affrontabili dai più: è sufficiente avere l’attrezzatura necessaria. L’unico punto che può creare qualche problema è l’uscita del secondo ponte tibetano. Pone fine alla “via ferrata” ed è ancorato a un enorme larice abbarbicato alla parete.

Se ci si lascia andare, si rimane appesi perché i piedi non toccano terra. Bisogna quindi purtroppo “violentare” la pianta usando degli ancoraggi di gomma avvolti attorno all’albero stesso, che permettono di approdare ad un’ultima fune e con un piede sulla corteccia attraversare sin dove il bosco declina sulla medesima. Questo percorso è stato dedicato a “Casimiro Therisod”, prima guida della Val di Rhêmes. Su entrambi i versanti si possono scorgere marmotte, camosci e stambecchi e con un po’ di fortuna anche l’aquila e il gipeto.

Descrizione tecnica

Esposizione prevalente: est.

Località partenza: Chanavey (Rhêmes- Notre-Dame, AO).

Accesso: percorrere l’autostrada A5 Torino Aosta fino all’uscita Saint-Pierre (Aosta Ovest), quindi proseguire sulla SS 26 in direzione Courmayeur, all’altezza di Villeneuve lasciare la statale e seguire le indicazioni per Rhêmes-Notre-Dame. La partenza avviene a 1700 m circa di quota e l’arrivo intorno ai 2050 m

Dislivello in salita: 350 m circa.

Tempi: andata 2h – ritorno: 1h – totale: 3h.

Da sapere

Via di Fuga e percorso breve: esiste una via di fuga prima del secondo tratto che (per chi scegliesse questa scelta) ridurrebbe i tempi a 1,30 h la salita e 40 minuti la discesa.

Segnavia: via ferrata di Casimiro (frecce e scritte indicatrici).

Soccorso: In caso d’incidente (numeri da chiamare): SOS tel. 118 – Soccorso Alpino Valdostano tel. O165.23.82.22.

Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio autunno fino alle prime nevicate. Difficoltà: AD (Abbastanza difficile).

Equipaggiamento: set da ferrata con dissipatore su entrambi i moschettoni, guanti specifici, casco, scarpe e indumenti idonei all’escursionismo in genere.

LODOVICO MARCHISIO

La descrizione dettagliata del percorso è disponibile sul sito www.vitadiocesanapinerolese.it