«Ciascuno ha una propria idea di viaggiare. Ma aiuta a conoscere se stessi». Luca Motto, medico mancato, racconta come ha iniziato a organizzare viaggi

Luca Motto, il medico che cura... con i viaggiLuca Motto ha 32 anni e da sempre vive a Biella. Per anni è stato impegnato nella Pastorale giovanile diventando anche il referente del Piemonte a livello nazionale. La madre e il padre sono entrambi medici. Luca conosce bene le fatiche e i sacrifici di questa delicata e affascinante professione ma, fin dalle scuole medie, frequentate presso i salesiani di Biella, sogna il camice bianco.

Si iscrive al Liceo Scientifico e, in seguito, supera brillantemente il test di ingresso a Medicina. Sceglie questa facoltà soprattutto per il desiderio di poter aiutare e curare le persone.

In alto Luca Motto in Piazza San Pietro. Sopra durante un viaggio a Machu Picchu
In alto Luca Motto in Piazza San Pietro. Sopra durante un viaggio a Machu Picchu

Tuttavia, appena laureato, appende il camice al chiodo: niente esame di abilitazione, niente specializzazione. Luca cambia strada!

«La decisione è maturata dopo lunghi pensieri e dopo i continui cambiamenti che la Medicina italiana sta attraversando. Oramai essere medico, sia di medicina generale sia specialista ospedaliero, ha assunto la dimensione di colui che compila documenti, prescrive farmaci, gestisce reparti o ambulatori.

Deluso dal sistema

Deve “produrre risultati” senza più potersi preoccupare – motivo principale della mia scelta e di quella di tantissimi medici – di curare veramente il malato che hai di fronte. Eppure lui viene da te per trovare soluzione ai suoi problemi».

Inoltre ammette che a causa dell’enorme burocratizzazione non è neanche possibile una cura totale del paziente. Ci si deve limitare al quadro specialistico di competenza. Questo talora fa perdere di vista un quadro più generale che potrebbe aiutare ad individuare una malattia sistemica.

Luca sostiene che non è deluso dalla Medicina ma dal sistema oltre che dalla percezione di avere le mani legate dalle denunce.

Dall’ospedale ai viaggi

Così nel giovane dottore riaffiora una passione: quella di organizzare viaggi. Da ragazzo amava farlo per la propria famiglia, crescendo per la Pastorale Giovanile della sua Diocesi. Così, conseguita la laurea in Medicina, ha intrapreso l’attività di Tour operator.

«Sono molto contento di questo! – dichiara soddisfatto. – Non sono pentito. Oggi sono felice e posso rendere felici i viaggiatori che entrano in agenzia e mi chiedono un viaggio. In fin dei conti anche loro si affidano a me per il loro relax».

Ammette che rifarebbe questa scelta. Anche se un po’ gli mancano quelle emozioni intense che provava in sala operatoria quando un intervento andava a buon fine, quando un trapianto funzionava, o quando nasceva un bambino…

Il suo ricordo più bello

In corsia durante il tirocinio, in reparto di terapia intensiva neonatale, dove ci si prendeva cura dei genitori, sempre gentili. E soprattutto delle piccolissime creature che avevano degli occhi bellissimi con cui riusciva a comunicare.

Il ricordo più toccante risale alle sue due prime settimane di tirocinio ospedaliero al terzo anno di medicina. Era stato affiancato ad un medico della pneumologia e si presero in carico una signora 42enne con un tumore. Dopo una procedura diagnostica con anestesia, lei resta in rianimazione e non si risveglia più. Muore la settimana successiva.

«Il contatto con la morte lo avevo messo in conto – ammette con emozione. – Il tragico fu essere presente a dar la notizia al marito ed alla figlia, che era una studentessa di medicina del primo anno (compagna di corridoi in università)».

La laurea è servita

Nell’attuale lavoro Luca riconosce che gli anni di Medicina gli sono serviti per l’attenzione che usa nelle parole e nella comunicazione con il viaggiatore. Oltre a un po’ di psicologia per capire le esigenze ed anche le aspettative intrinseche di certi viaggi.

Il nostro tour operator non riesce, o non vuole, dirci quale sia stato il viaggio più bello che abbia organizzato. Sostiene che ciascuno ha una propria idea di viaggiare e quindi il “bel viaggio” è una questione personale. Anche perché solo viaggiando si conosce il mondo e si può conoscere sé stessi.

Personalmente lo hanno affascinato molto i viaggi fatti in Perù, Brasile, Nepal e Costa Rica. Ma sono rimasti soddisfattissimi anche i clienti dei tour in Giappone, Thailandia, Messico, Uzbekistan, e tante altre destinazioni.

Il giovane biellese non pensa di tornare un giorno alla medicina: si trova bene con il suo lavoro e ha anche buon rapporto con i clienti.

Che cosa prescrive il medico e il tour operator per le vacanze 2016? «Un buon riposo mentale dalla quotidianità, facendo in giro per il mondo quello che più piace e rilassa».

CRISTINA MENGHIN