A Pinerolo fino al 17 maggio si terrà la mostra “Mai più schiave”. Testi e foto per documentare lo sfruttamento sessuale delle migranti nigeriane

SABATO 9 MAGGIO doppio appuntamento con l’Associazione di volontariato AnLIB. Ci sarà la premiazione di un concorso di scrittura e l’inaugurazione della mostra fotografica “Mai più schiave”. Questa raccoglie testi e foto per documentare lo sfruttamento sessuale delle migranti nigeriane.

Il concorso

Una mostra contro lo sfruttamento delle migranti nigeriane

La breve riflessione che apriva il bando del concorso recitava: «L’accoglienza è un’apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare in una casa, in un gruppo, in sé stessi».

È proprio ciò in cui crede l’associazione onlus AnLIB, attiva a Pinerolo dal 2011 con una piccola casa di accoglienza per donne in difficoltà e con progetti di sostegno per persone in situazione di precarietà sociale, con uno sguardo di attenzione per chi subisce il peso delle migrazioni.

I partecipanti al concorso avevano tre possibilità tra cui scegliere. Il bando era infatti articolato nelle sezioni Poesia, Narrativa e “Green”. Quest’ultima sezione, rivolta ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, prevedeva la scrittura di racconti brevi, in cui comparissero le parole “gioco” e “sfumatura”.

Il programma

Dopo il lavoro della giuria (composta da A. Bermond, T. Canone, G. Casagrande, A. Castagneri, E. Marino, G. Pozzati, E. Salvai, P. Tomatis, A. Turletti e G. Gumina) ecco la premiazione che si svolge presso la Biblioteca Civica Alliaudi (Via Cesare Battisti, 11) alle ore 16.

A seguire, alle ore 17.30, viene inaugurata la mostra fotografica “Mai più schiave”, allestita a Palazzo Vittone. Quest’esposizione itinerante nasce da un progetto della Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana) per raccontare la tratta delle ragazze nigeriane, finalizzata allo sfruttamento sessuale.

Le migranti nigeriane sfruttate

Le immagini della reporter Silvia Morara e i testi della giornalista di “Mondo e Missione” Anna Pozzi si propongono non solo di far conoscere questa realtà (che dagli anni Ottanta è diventata una vera e propria forma di business schiavistico). Ma anche di rendere possibili le attività di sensibilizzazione, prevenzione e recupero di queste giovani donne, sia in Italia sia in Nigeria.

Le autrici hanno scandagliato il fenomeno non solo in Africa (Lagos e Benin City, città da cui proviene la maggior parte delle ragazze sfruttate), ma anche sulle strade italiane e nelle comunità di accoglienza. Qui a queste giovani donne viene data la possibilità di ricominciare una nuova vita e riconquistare la serenità perduta.

La mostra testimonia anche l’azione di suor Eugenia Bonetti. Missionaria della Consolata, è impegnata dal 1993 nella lotta contro la tratta di esseri umani e guida dell’Ufficio Tratta donne e minori dell’Unione delle superiore maggiori d’Italia (Usmi).

Orari

L’esposizione sarà aperta al pubblico per due settimane, con orario 10-12 e 16-18 nei giorni di sabato e domenica (9/10 e 16/17 maggio) e con apertura su prenotazione per scuole o gruppi, nei giorni feriali (per prenotazioni: 349.12.50.969).