Parte da Trana questa escursione e arrampicata con vista sui laghi di Avigliana. La meta è un monolito sul monte Pietraborga, dedicato all’alpinista Gian Carlo Grassi

Il monolito del monte Pietraborga dedicato a Gian Carlo Grassi

Molti sapranno cosa sono i monoliti. Il compianto valsusino Gian Carlo Grassi (guida alpina e famoso alpinista nato a Condove nel 1946 e precipitato su una cascata di Ghiaccio al Monte Bove il 1° aprile 1991) amava definirli così: «esplosioni di assoluta verticalità dalle forme austere, irraggiungibili, per proiettare la nostra dimensione in uno spazio immaginario, ristretto all’essenziale». In Valle di Susa, per onorarne la memoria, è stato attrezzato un esile monolito innominato, situato accanto al monte Pietraborga, sopra Trana.

Come arrivarci

Tale monolito “a monte” è separato da un breve strapiombo con uno sviluppo totale di una quindicina di metri. Da qui sale la via normale, mentre dagli altri lati si erge austero sulla pianura con oltre 30 metri di assoluta verticalità. Per prima cosa tocchiamo la cima del Pietraborga. Si sale piacevolmente da Pratovigero, raggiungibile in auto da Trana imboccando Via Gillia a sinistra, poco prima del ponte sul Sangone (indicazioni La Betulla).

La strada costeggia poi la cava sul suo bordo sinistro e prosegue in direzione di Giaveno. Dopo poco si giunge all’incrocio con Strada Biellese. Se si possiede un’auto alta da terra (meglio una 4×4), si può raggiungere la piccola e graziosa borgata di Pratovigero (ampio slargo per lasciare le vetture).

Da qui si prosegue a piedi sull’evidente larga mulattiera fino al Colle Damone. Si segue poi la traccia di sinistra che sale nel bosco fino alla sommità del Monte Pietraborga, sormontato da una croce con libro di vetta per le firme e bel riquadro della Madonna. Siamo a un’ora dal parcheggio, circa 250 metri di dislivello.

Menhir e simboli celtici

Poco sotto la vetta c’è un interessante luogo celtico cosparso da un raggruppamento di menhir. Da non trascurare neppure la digressione nei pressi della vetta sulla sinistra. Porta sul lato nord della sommità, a godere del panorama sui Laghi di Avigliana e Val Sangone. La parte escursionistica della gita finisce qui.

La base del monolito si raggiunge in discesa per un breve sentierino posto a sinistra della croce (lato di salita). La via più agevole per ascenderne la cima è scavalcare un torrione poco più alto posto di fronte al monolito, che permette di scendere su ottima roccia (II°) un’articolata placca che conduce all’intaglio.

La salita al monolito si effettua per un breve strapiombo ben appigliato (IV-). Alla base del salto finale, sulla corta via di salita, è stato lasciato un chiodo e altri due sono stati piantati e lasciati in vetta con relativi moschettoni per la calata.

LODOVICO MARCHISIO