Il Comune di Pinerolo e SvoltaDonna organizzano un corso per genitori e operatori educativi. L’obiettivo è individuare e contrastare le situazioni di attuale e potenziale violenza sulle donne

La violenza fisica e psicologica è sempre da condannare. Da alcuni anni emergono dai media le violenze sulle donne da parte di uomini. Stalking, percosse e… uccisioni inondano le nostre cronache quasi quotidianamente. «Povere donne!», è il primo pensiero, perché la violenza non è mai giustificata.

Ma che cosa spinge alcuni uomini a maltrattare le donne che spesso sono le proprie mogli o fidanzate? È difficile dirlo. Sicuramente c’è un problema, o più problemi che causano queste violenze che fanno perdere il controllo. F

orse gli uomini maltrattanti sono stati vittime a loro volta o la causa potrebbe essere patologica. Per aiutare coloro che si rendono conto di essere violenti il Comune di Pinerolo e SvoltaDonna organizzano un corso per volontari che potranno assisterli ed aiutarli.

Gli obiettivi del progetto sono molteplici:

Stimolare un cambiamento culturale riguardante la parità di genere. E poi prevenire comportamenti violenti con interventi di formazione e sensibilizzazione rivolti a tutte le figure con funzioni educative.

Si vuole costruire una rete territoriale antiviolenza formata da associazioni, istituzioni e servizi sociali e sanitari. E ovviamente ridurre i comportamenti violenti nei confronti di partner ed ex partner offrendo trattamenti specifici.

Il Centro di Ascolto si propone di attuare interventi preventivi volti ad incidere sulla cultura della disparità di genere. Sono rivolti a tutte le figure ed operatori che hanno funzioni educative: genitori, insegnanti, allenatori, sacerdoti, educatrici asilo nido, animatori ecc.

È importante che il cambiamento avvenga a livello di mentalità, atteggiamenti e stereotipi.

Si intende, inoltre, adottare come modalità di lavoro il lavoro di rete con tutte le associazioni del territorio, i servizi sociali e sanitari, gli enti locali e gli organi di giustizia. Verranno coinvolte in primo luogo le associazioni che già operano sul territorio su tali tematiche: Svolta Donna, Uomini in cammino, AnLib, AMA, Adameva, TIAMAT e tutte quelle disponibili ad attivarsi.

Il lavoro di rete è fondamentale sia per incidere a fondo sulla cultura della disparità di genere sia per favorire l’accesso al trattamento delle persone che agiscono comportamenti violenti. Inizialmente si prevede per il Centro di ascolto un’apertura al pubblico di 6 ore settimanali. Verrà inoltre attivato un servizio di ascolto ed accoglienza telefonica, condotto da volontari.

Per poter valutare adeguatamente l’efficacia del progetto, la sua durata dovrebbe essere di almeno tre anni. Dopo tale periodo verrà deciso se dare stabilita e continuità al Centro di Ascolto sulla base dei risultati raggiunti.