I consigli di Maria Grazia Bernengo, esperta in tumori della pelle, per prevenire il melanoma… senza rinunciare al sole e all’abbronzatura!

Si avvicina l’estate: è tempo di lunghe esposizioni al sole, per prendere una bella abbronzatura. Ma non bisogna dimenticare di proteggere la pelle, per evitare il melanoma o altri problemi.

Il melanoma: cos’è

Il melanoma è il tumore che negli ultimi anni è maggiormente aumentato insieme al tumore del polmone ed al tumore al seno nella donna.

Torino si conferma la città che diagnostica ogni anno, nei suoi ospedali di riferimento, 19 casi di melanoma ogni 100mila abitanti, contro una media italiana di 12 casi. E i numeri continuano a crescere.

Tra poco arriverà l’estate, numerose saranno le mete soleggiate che verranno raggiunte. Che cosa si deve portare in borsa o in valigia per prevenire scottature sulla pelle? Come fare per prevenire il melanoma?

Maria Grazia Bernengo Abbronzatura, quando prendi il sole proteggi la pelle dal melanomaLo spiega Maria Grazia Bernengo, già professore ordinario di dermatologia dell’Università di Torino e membro del Comitato scientifico dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus.

C’è un rapporto di causa-effetto tra abbronzatura e tumori della pelle?

Un’esposizione intensa ed intermittente come si ha nelle vacanze è stata specificatamente associata con lo sviluppo del melanoma. L’abbronzatura indotta dai raggi ultravioletti artificiali non è protettiva nei confronti di successive esposizioni solari. Ma è associata ad un danno cellulare che ha come risultato la carcinogenesi della cute.

Un melanoma in fase avanzata ha una prognosi severissima e conduce a morte nel 50% dei casi, seguire regole di prevenzione è assolutamente necessario”

Quali sono le regole da osservare?

Evitare le scottature soprattutto evitando di esporsi ai raggi ultravioletti tra le ore 11 e le ore 16. Utilizzare i filtri solari ricordando che servono per evitare le scottature e non per prolungare l’esposizione al sole.

Una parte importante della strategia di prevenzione è l’uso dell’ombra per minimizzare gli U.V. L’ombrellone lascia passare il 50% degli U.V. quindi è opportuno utilizzare le creme protettive anche sotto l’ombrellone.

Con il vento, le nubi e nell’acqua è più facile scottarsi. In montagna c’è una maggior concentrazione di U.V.. Per ogni 300 metri di altitudine si ha un 4% in più di intensità.

Quali i soggetti più a rischio?

I soggetti maggiormente a rischio sono individui con famigliarità per il melanoma. E poi persone con numerosi nei (più di 100). Oppure persone con presenza di più di cinque nei atipici.

E ancora persone con fototipo chiaro (I o II), vale a dire soggetti che non si abbronzano o hanno difficoltà ad abbronzarsi, con occhi chiari, capelli chiari, cute chiara. Quelli che sono soggetti con frequenti scottature soprattutto nell’età infantile. Inoltre un soggetto che ha già avuto un melanoma è a maggior rischio per l’insorgenza di nuovi melanomi nel tempo.

E i bambini?

I bambini fino a 6 mesi non dovrebbero essere esposti al sole, l’esposizione solare dovrebbe essere limitata negli anni successivi. Particolari precauzioni per tutti i bambini sono: cappellino, occhiali da sole (gli occhi sono particolarmente delicati), magliette.

Come applicare i prodotti?

I prodotti con filtri solari vanno applicati su tutto il corpo, in quantità sufficiente e riapplicati dopo il bagno o dopo la sudorazione. È importante non sovrastimare la durata della protezione e non ridurre il fattore di protezione dopo i primi giorni di vacanza.

Ricordate che la protezione naturale e l’ispessimento dello strato corneo dopo ripetute esposizioni è equivalente ad un fattore di protezione non superiore a 2 e richiede almeno 1–2 settimane per svilupparsi.

Prevenzioni primarie prevenzioni secondarie. Che cosa sono?

Poiché il fattore più importante è rappresentato dai raggi ultravioletti, un corretto comportamento nei confronti di questi, rappresenta l’unica prevenzione primaria efficace. La prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce, è in grado di determinare la guarigione del melanoma con la sola asportazione chirurgica.

CRISTINA MENGHINI