Nell’anno della misericordia un gesto ecumenico di generosità: in India un vescovo cristiano ha donato un rene ad un ragazzo indù

In India, Paese con più di un miliardo e duecentomila abitanti, l’odio verso i cristiani è ancora molto diffuso. Ma quest’ultimi non si scoraggiano nel compiere il bene. Nell’anno della Misericordia, indetto da papa Francesco, un vescovo ausiliare cristiano di rito siro-malabrico indiano, superando le barriere della religione, ha donato un rene ad un ragazzo indù.

È accaduto a Palai, nello Stato meridionale indiano del Kerala. Mar Jacob Muricken, ha donato un proprio rene a un giovane indù gravemente malato e in pericolo di vita, di famiglia povera e sfortunata per diverse circostanze, non ultima l’incompatibilità per il trapianto di tutti i parenti prossimi.

La donazione “samaritana”

La scelta di Muricken nasce dall’incontro con un altro straordinario religioso, padre Davis Chiramel. Questi è fondatore di un’associazione che promuove la “donazione samaritana”, come viene chiamata dalla recente legge italiana. Donazione che egli stesso ha praticato per primo nel 2009, sempre a favore di un concittadino di religione induista.

Il suo esempio luminoso e la sua predicazione hanno convinto negli anni una quindicina di religiosi, comprese alcune suore, a seguirlo sulla strada davvero esigente dell’oblazione di una parte di sé per il bene del prossimo.

L’India è un paese che ha visto autentici “pogrom” contro cristiani. Come quello del 2008 in Orissa, quando estremisti indù massacrarono quasi 100 fedeli, per i quali recentemente si è aperta la causa di beatificazione in quanto martiri.

L’amore al di là della religione

In questo contesto, dove solo poche settimane fa è servita una petizione popolare per ottenere il rilascio di cattolici falsamente accusati di un grave reato, l’atto d’amore del vescovo di Palai è una risposta che spiazza. Perché si mette su un piano totalmente diverso. Lontano da rivendicazioni, da proposte di dialogo, da offerte di perdono.

Semplicemente dice che c’è un amore più grande. Quello di chi è pronto a rischiare la propria vita per l’altro, chiunque esso sia, senza nessuna condizione. È l’amore insegnato da Gesù e testimoniato da coloro che hanno il coraggio di seguirlo.

Salvezza per il giovane Suraj che ha ricevuto il rene, un seme di riconciliazione e convivenza per l’intera India. Madre Teresa direbbe: «dove non trovi amore, metti amore e troverai amore!»